2013-2016 Licenziamenti TNT
2012 UPS vuole acquistare TNT


Un mercato che cresce, profitti che salgono ... ma a farne le spese sono i lavoratori.

DOCUMENTI ESSENZIALI: La procedura del 20 Aprile 2018; Accordo di chiusura della procedura sottoscritto al Ministero (MISE) il 5 Luglio 2018

LA FEDERAL EXPRESS ITALY (FedEx) e TNT LICENZIANO!

Siamo ormai all’epilogo per la 4° società globale del trasporto merci e della logistica, la TNT express. Dopo essere stata depurata del suo “core business” dalla TNT Post olandese, e’ stata messa sul mercato al migliore offerente (2012).

Diverse aziende globali hanno provato ad acquistarla con il fine di selezionare e spolpare le parti “migliori” per il loro business. Il primo vero tentativo formale fu di UPS offrendo oltre 5 miliardi di dollari (il suo cash flow di un anno). Sarebbe stato un colpaccio per mettere all’angolo i concorrenti globali ma l’Antitrust europeo non ha acconsentito al matrimonio per il mercato europeo facendo naufragare l’acquisto. Oggi UPS sta promuovendo una causa legale risarcitoria di 1742 miliardi nei confronti della commissione europea.





Il 25 maggio 2016, con il consenso dell’Antitrust europeo (e della maggiore multinazionale del settore, la tedesca Dhl) la FedEx acquista la TNT Express per € 4,4 miliardi (circa $ 4,9 miliardi) dando vita ad una delle più grandi fusioni mondiali di società di trasporti globali. Seppur la più piccola delle multinazionali del settore TNT, parliamo di una realtà di 54.000 dipendenti, operante in 200 paesi e più di 1 milione di spedizioni al giorno .






Questa acquisizione, porta la FedEx a superare UPS , diventando il secondo operatore sul mercato. Con questa fusione possiamo considerare per alcuni anni sospeso il cannibalismo nel settore del trasporto merci. I 3 più grandi player mondiali ( Dhl-UPS-FedEx) saranno in grado di resistere all’assalto delle multinazionali “on line” che cercano di trasformarsi in operatori “reali” come Amazon e Alibaba.

Nel messaggio rassicurante della FedEx di qualche mese fa segnalava come il processo di integrazione sarebbe stato graduale negli anni (entro 2020) affidando lo studio ad un “team di collaboratori locali” allo “scopo di ridurre al minimo l’impatto sull’attività” Alla base di questo, le analisi di mercato sul comportamento “del capitale” confidando nelle enormi opportunità che la fusione avrebbe comportato per i prossimi anni, cioè un accelerazione della crescita europea e globale , capace di migliorare la sua presenza sfruttando le reti stradali a basso costo di TNT in Europa, nel Medio Oriente e in Asia.

Un’acquisizione ad alto rendimento?
L’obbiettivo è aumentare il reddito operativo del suo segmento FedEx Express entro un intervallo di $ 1,2 miliardi a $ 1,5 miliardi entro il 2020. Il punto oggi è che l’acquisizione di Tnt si è rivelata molto più problematica del previsto anche perché TNT non investiva da anni!

Durante l'anno fiscale 2017 , anche se TNT ha aggiunto 7,4 miliardi di dollari di entrate a Federal Express, un importo pari al 15% (20% secondo i dati bilanci FedEx vedi pagina dal titolo "Revenue" -) delle entrate totali dell'anno precedente di FedEx. Il margine operativo su tale contributo è stato invece decisamente basso, solo del 3,3% e questo ha dato uno scossone alle facili previsioni di avere dei margini operativi positivi. Mortificante per un esercizio 2017 eccezionale. FedEx Express da sola ha registrato un margine operativo rettificato del 12,7%. Secondo il management, questa è la prima volta dal 2000 che si registra un margine operativo annuale a due cifre … Ma gli analisti di Wall Street si aspettavano un utile per azione di $ 3,09. FedEx ha dovuto abbassare le sue previsioni per gli utili fiscali del 2018 per azione diluita a un range compreso tra $ 11,05 e $ 11,85, da un intervallo precedente di $ 12,45 a $ 13,25.

FedEx ha raggiunto una dimensione in cui deve cogliere tali rischi per continuare a fornire valore agli azionisti . Certo, senza un impatto immediato sugli utili, l'acquisizione di TNT Express è ancora in gran parte relativa al potenziale futuro …
Ma il mercato è “dinamico” … e TNT ha perso quote di mercato a favore di DHL e UPS durante questo periodo di incertezze ( 5 anni). "La sua perdita netta Ŕ aumentata da 122 milioni di euro nel 2013 a 195 milioni di euro l'anno scorso" ( in FT 2016 "DHL braced for home turf fight with FedEx after TNT deal") Questo porta la società a tagliare costi ed investimenti ed orientare il suo business verso la logistica business-to-business piuttosto che alla consegna di pacchi residenziali, un mercato dominato da DHL e UPS in Europa.

Secondo Joel Ray, analista di Transport Intelligence, una società di consulenza: "FedEx dovrebbe spendere molti soldi in nuovi depositi se vuole ri orientare il business in Europa”, come pure deve acquisire fette di mercato attraverso nuovi contratti di clienti globali come indicano gli analisti di credit Suisse. Ma per farlo, come afferma Robert Salmon analista della Deutsche Bank “Una premessa chiave della fusione pianificata è la riduzione dei costi” … "In questo momento FedEx non è competitiva [in Europa], hanno un costo relativo elevato per spostare un pacchetto in quanto non hanno un'impronta nel continente".

In astratto “l’acquisizione di TNT dovrebbe risolvere questo problema perché la rete di magazzini e camion della compagnia olandese dovrebbe ridurre i costi di ritiro e consegna per il gruppo statunitense in Europa Ma tutto questo avverrà sulla carne viva dei lavoratori a livello mondiale, in particolare in Europa. Quindi continuare la massiccia azione di licenziamenti partita alcuni anni fa con la TNT, che oggi si sposta in parte su FedEx.
Prospettiva
(outlook)

Per il 2018, prevedono una crescita dei volumi in tutti i segmenti di trasporto per sostenere la crescita dei ricavi e degli utili … ma saranno influenzati negativamente dalle attività di integrazione e ristrutturazione di TNT Express e dall'impatto del cyber-attacco di TNT Express (estate 2017). Anche se le loro aspettative sulla crescita degli utili nel 2018 iniziano a dipendere da fattori esterni indicati come chiave, di cui i prezzi dei carburanti e una crescita economica moderata. Ma anche una riduzione delle spese di pensione di circa $ 86 milioni nel 2018 (negli USA, dove regna la pensione privata/aziendale tutte le grosse imprese hanno grossi problemi di gestione delle pensioni aziendali … la soluzione ovviamente è mettere tutto a carico dei lavoratori e degli ex lavoratori - che nel caso della FedEx - capitolo "piani pensionistici statunitensi"- si tratta di una transazione ad un modello di gestione delle pensioni meno oneroso, MTM: market – to- market)

Pertanto, il processo di ristrutturazione globale è già scritto nei loro bilanci. IL FINE E': NON DEPRIMERE LA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE. Le loro previsioni in termini di costi sono complessivamente di 1 miliardo di dollari (entro il 2020) di cui 300 milioni nel 2018.

Chi saranno i "chiamati" a pagare tutto questo? Facile, i lavoratori, o meglio: gli ex lavoratori FedEx (negli Usa con le loro pensioni) e i lavoratori attuali, ma anche quelli di TNT di cui una grande fetta è stata già falcidiata ( in Italia oltre 6-700)

Un progetto facilmente intuibile da chi studia e opera in questo ambito: i sindacati internazionali … ma anche nazionali. Purtroppo ben poche sono state le azioni di difesa, di propaganda e conoscenza sindacale (per quanto sia a nostra conoscenza). MA NON SIAMO IN RITARDO se le Organizzazioni sindacali insieme, organizzano la difesa a livello nazionale ed internazionale.

All’apertura della procedure di licenziamento i sindacati confederali italiani hanno fatto la voce grossa con comunicati importanti , ma non diversi da quelli che fecero negli anni scorsi con la ristrutturazione in TNT Italia. Ma i fatti, le modalità e le azioni intraprese furono forvianti se non disastrose per i lavoratori … Tutte le azioni avevano un filo conduttore, l’ottenimento degli ammortizzatori sociali e ben poco per la difesa del posto di lavoro.

Solo con una piattaforma seria, forte, discussa con le maestranze, solo con un lavoro di costruzione internazionale con le altre federazioni sindacali in primo luogo la International Federation of Transport (ITF) e la sua sezione europea (ETF) e i Teamsters ( IBT) degli Stati Uniti possiamo lanciare una difesa globale del lavoro e dei nostri interessi.

Abbiamo un precedente e di successo: i lavoratori UPS nel 1997 con 15 giorni di blocco totale ( mese di Agosto 1997) negli Usa e a livello internazionale: vinsero negli USA e mitigarono le voraci aspirazioni del capitale a livello internazionale della multinazionale UPS con una lotta dura e determinata che ha avuto il suo massimo momento di visibilità internazionale con lo sciopero mondiale del 22 Maggio 1997

08 Febbraio 2018: Cessione Ramo d'azienda: da Federal Express Europe Inc. a Federal Express Italy srl ... per essere in regola all'appuntamento dei licenziamenti!

20 Aprile: incontro nazionale delle segreterie sindacali confederali, delle rappresentanze con la direzione nazionale Fed Ex/TNT: apertura della procedura di licenziamento. Il comunicato delle Organizzazioni sindacali confederali di categoria
30 Aprile : il nostro contributo

02 Maggio 2018 un nuovo comunicato sindacale in preparazione dell'incontro nazionale con tutte le rappresentanze sindacali aziendali di FedEx e TNT programmato per il 4 Maggio. Alcune osservazioni: le OOSS sostengono che l'impresa non ha una strategia perchè propone " un percorso inverosimile, confuso e soprattutto inadeguato" ci sembra un'analisi insufficiente, limitata. L'azione dell'impresa è chiara e ben costruita! il fine è semplice come scriviamo sopra: remunerare il capitale sacrificando i lavoratori. Pertanto anzichè fare scaramucce, illudere i lavoratori con possibili piani alternativi sostituendoci all'impresa, riteniamo che sia prioritario dedidare le nostre energie per organizzare una forte opposizione nazionale ed internazionale!. Costruire con la ETF (European Transport Federation) come da comuniato è giusto e doveroso anche se lo avrebbero dovuto fare molto tempo addietro, ma siamo ancora in tempo! Ma NON basta, le OOSS devono chiamare in causa anche la ITF (International Transport Federation) di cui i Teamsters americano sono i maggiori rappresentanti nel settore! solo facendo come noi abbiamo fatto nel 1997 è possibile fermare il progetto o mitigarne i suoi effetti! In base ai dati sopra analizzati, anche negli USA chiederanno ai lavoratori in servizio come ai pensionati FedEx un contribusto di sangue. Non solo in Italia, in Europa o in altre parti degli altri continenti. Chiederanno dovunque un "contributo" per garantire valore al capitale investito. Corretto le note indicate nel comunicato confederale che mettono in rilievo che questa battaglia per la salvezza del posto di lavoro è una lotta di tutta la categoria del merci perchè con questo progetto almeno per l'Italia significa perdere l'unica realtà produttiva che fino ad oggi aveva tutte le attività (anche dei facchini e autisti) non esternalizzate. Se muore in FedEx, muore di fatti la speranza fin ora viva nel movimento sindacale di rendere possibile la fine delle terziarizzazioni e l'uso di committenti di società terze. Per questo sosteniamo che il sindacato deve fare di più di un semplice appello che a margine considera possibile una mobilitaione del settore. Deve costruire una vertenzialità diffusa intorno a questa battaglia FedEx, specifica per tutta la categoria e mobilitarla in difesa non solo dei posti di lavoro che vogliono fare saltare ma estendere un'idea che appartiene a tutti i lavoratori ... essere tutti dipendenti della società che traggono dal nostro sudore i suoi profitti. Ma per farlo dobbiamo essere decisi e chiari con i lavoratori, solo costruendo un movimento di lotta di tutte le realtà sindacali aziendali del settore in un movimento per la difesa di tutti i posti di lavoro e per le internalizzazioni delle attività in tutte le realtà del settore, allora avremo la possibilità, in un contesto di crescita e prosperità del settore, migliorare, dare dignità al nostro lavoro.

04 Maggio 2018: "Sciopero nazionale dei lavoratori Fedex e Tnt per l’intera giornata del 17 maggio"
il coordinamento nazionale riunito a Roma dalle OOSS confederali di categoria-per la prima volta dalla fusione sic!- ( oltre 50 fra delegati e dirigenti sindacali locali) hanno deciso di dare battaglia ad una ristutturazione volta a salvaguardare i profitti a discapito dei posti di lavoro di oltre 500 famiglie. Nei prossimi giorni ( 8-9-10 Maggio) seguiranno le assemblee nei posti di lavoro e poi lo sciopero del 17 con probabile replica il 31 e 01 Giugno 2018.
Le decisioni prese sono quelle giuste ma restano insufficienti! Le OOSS devono costruire un movimento generale che denunci questa operazione puramente contabile: il salvaguardare i profitti a discapito dei lavoratori ma anche, lanciare una mobilitazione di solidarietÓ a livello nazionale in tutta la categoria del merci e della logistica per ottenere dalla societÓ multinazionale garanzie di ricollocazione dei lavoratori e non licenziamenti. Evitiamo l'esperienza TNT di alcuni anni fa il cui scopo è stato solo per avere qualche ammortizzatore sociale in più! Alle possibili ragioni del passato ( ben poche!!!) oggi risulterebbe ingiustificabile per una multinazionale che ha macinato e macina milioni di profitti. ╚ necessario anche che le OOSS attivino i canali sindacali internazionali perchÚ ad una ristrutturaione gobale deve esserci una risposta altrettanto forte ed internazionale! Leggi il nostro contributo pubblicato il 30 Aprile.
Grande spazio su La7: programma "L'Aria che tira": 08-05-2018; servizio del 09-05-2018; Eleonora, lettera al governo che verrÓ;
08 Maggio 2018: Comunicato dichiarazione di sciopero 17 Maggio 2018. Il nostro contributo come Rsu UPS: facciamo crescere la solidarietÓ.
16 Maggio 2018: in previsone dello sciopero le OOSS organizzano diversi momenti per rendere efficace la giornata di lotta. Nel solco dell'indignazione e della maglietta "La mia FedEx non l'avrebbe mai fatta"L'impresa mette in mostra la sua reale natura: azioni di disturbo ...
17 Maggio 2018 : Sciopero Nazionale delle societÓ FedEx e TNT. Una grande partecipazione allo sciopero dei lavoratori ed estesa la solidarietÓ nel mondo dei trasporti. Mobilitate le rappresentanze sindacali aziendali delle altre imprese del settore merci, il tutto sostenuto dagli apparati organizzativi dei sindacati confederali. Ancora una volta il settore mostra una potenzialitÓ che le OOSS non mettono in mostra in piena evidenza! Anche noi abbiamo dato il nostro contributo nei presidi portando i lavoratori prima del lavoro o esenti dal servizio. Il nostro slogan "Uniti si vince" è quello che serve. Per fermare l'arroganza bisogna fare mettere in campo un'azione incisiva che incida sui conti economici e non solo mediatici delle imprese. E' necessario uno sciopero nazionale di categoria ed una incisiva azione internazionale che vada oltre la solidarietÓ dichiarata...
23-24 Maggio: Comitato esecutivo ETF approvata la richiesta italiana di solidarietÓ e di intraprendere iniziative europee. SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE: LA CGT (Fr), traduzione.
23 - 24 maggio : incontro al MISE parte la fase istituzionale dell'Esame congiunto ... l'azienda non fa alcun arretramento, offre incentivi all'esodo e qualche ricollocazione. il sindacato proclama una campagna di assemblee per il 28-29-30 Maggio per lo sciopero proclamato il 31 Maggio e 01 Giugno.
31 MAGGIO E 01 GIUGNO sciopero generale delle due aziende:
Il comunicato della Filt Lombardia in preparazione della mobilitazione nella filiera TNT. Il nostro volantino a sostegno ai lavoratori in lotta: "contro i licenziamenti in FedEx-TNT serve lo sciopero generale e la mobilitazione internazionale!>". Lo sciopero è stato un grande successo come pure le rivendicazioni. Per tutti è chiara la natura di questa procedura di licenziamento: eliminare i costi superiori dei lavoratori diretti FedEx per assumere o incrementare le attività lavorative delle aree degli indiretti dove non vigono le stesse condizioni contrattuali e legali ... mica scemi?!?!?(sic!) cosa farà adesso il governo?

04-05 Giugno: Nuovo incontro nazionale con la società per esperire l'esame congiunto come previsto dalla legge 223. L'azienda resta ferma sul suo progetto. unica cosa che aggiunge ( sempre se si trova un accordo) ulteriori benefici economici per esodi volontari e prolungamento di tali esodi fino ad Aprile 2019. Qualche disponibilità alla ricollocazione di 140 dipendenti mentre per altri 140 l'offerta di continuare a lavorare in condizioni di appalto ... quindi senza certezze di continuità ... insomma nulla di buono dall'incontro.
07 Giugno incontro al Mise: bagno di folla del nuovo governo. Si sviluppano "false" speranze fra i lavoratori in presidio, I fatti diranno sulla reale natura e il vero ruolo che questi nuovi amministratori della cosa pubblica "giocheranno" in difesa degli interessi di "classe" o del "paese"... il Comunicato stampa delle OOSS nazionali di categoria.
13 Giugno La nostra opinione sulla trattativa, il MISE e il ruolo del nuovo governo.
25-26 Giugno: nuovo congronto, i primi avvicinamenti: l'impresa propone delle ricollocazioni (206) il sindacato chiede incentivi all'esodo volontario il comunicato sindacale
05 Luglio:
dopo appelli alla mobilitazione ed assemblee, presidio davanti al Ministero, in serata l'accordo. Il verbale ministeriale. Il commento della Filt Nazionale . Il commento della stampa, parco di informazioni: il segretario della UILT, la Segretaria generale della FILT
ADESSO LA PAROLA AI LAVORATORI ... ma non c'e' ancora traccia di questo ... per il momento! sembra tutto paralizzato ...
12 Luglio: CONTRO L'ACCORDO BIDONE: il malumore serpeggia, capannelli di discussioni in ogni deposito, chat febbricitanti, lavoratori che improvvisano raccolte firme, Rsa che vorrebbero scioperare ... ma il sindacato da che parte sta? NOI SIAMO IL SINDACATO! RIBALTIAMO NELLE ASSEMBLEE IL GIUDIZIO POSITIVO SULL'ACCORDO DELLE BUROCRAZIE SINDACALI FIRMATARIE.